“La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino

Il dopo-d’annunzio del 2000, l’edonista alla soglia dei 70….l’uomo alla ricerca di un senso di sè. Questo è il nuovo film di Sorrentino, un’allucinante epopea di suoni e echi di sogni infranti, non rispettati,Immagine un viaggio felliniano nei luoghi onirici della vecchiaia, del decadimento, fisico e spirituale. Tutto narrato attraverso gli occhi di Jep Gambarella, ex scrittore e giornalista di una rivista di cultura. Arrivato a Roma a 26 anni con tante prospettive e, forse, in cerca di uno slancio artistico, si lascia trasportare dalle nefandezze mondane dei salotti borghesi, dimenticando, un poco per volta, di ascoltare la sua voce e, soprattutto, quella del suo passato, nel film incarnato dal viso di una giovane fanciulla con la quale ebbe una storia d’amore.
Ora che il futuro è il presente, che il sogno è…reale, i 65 anni di Jep paiono sempre più lo scherzo di un illusionista, l’ombra di un ghigno malefico. E a questo non c’è via di fuga perchè, guarda caso, il destino ha già agito. Possiamo rimanere invisibili, camminare e vivere nel silenzio dell’anima….ma sarà sempre e solo un trucco, una verità celata da una menzogna.

Qual’è la soluzione allora? Come uscire dal chiacchiericcio costante di questa vita affollata? 

Sorrentino prova a rispondere a questa domanda, ironizzando sul ruolo della fede nella chiesa e sulle guide spirituali, e dando voce alla bocca malata e ferita di una suora di 104 anni, la quale ricorderà a Jep che il disincanto può essere tale solo se si accetterà la grande bellezza. E dove sta la grande bellezza? Nelle radici, nelle parole e nelle forme antiche, lasciate alle spalle per affrontare un presente illusorio e ingannevole.Immagine

Servillo si conferma uno dei più grandi attori italiani viventi. Molto Mastroianni, ma anche molto…Servillo. Sorrentino sempre più curato, fluido, quasi un Malick all’europea, ma mosso da interrogativi ben più fieri e vicini all’uomo qualunque.

Perfetto.

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