“L’uomo d’Acciaio” di Zack Snyder

Dopo Batman è arrivato il turno di dare il benvenuto ad un altro grande personaggio DC: Superman! Finalmente protagonista di un film degno del suo nome che non mancherà di emozionare grandi e piccini.

 

Zack Snyder riporta nelle sale uno degli eroi americani più amato e idolatrato, e allo stesso tempo, più odiato e bistrattato di sempre. Un supereroe rognoso, atipico eImmagine “poco umano” per molti. Il cui essere “invincibile” lo avvicina, a conti fatti, più ad un dio che ad un comune mortale, negandone così verosimiglianza e empatia.

Una difficile operazione quindi, volta a ricreare un personaggio pur rispettandone i canoni e le origini del passato, cercando un equilibrio fra il nuovo e il vecchio, il cartaceo originale e la saga cinematografica. Un’operazione che, soprattutto grazie al talentuoso realismo di Nolan (qui in veste di produttore) e ai vezzi visionari di Snyder, riesce pienamente, trionfando proprio laddove tanti suoi predecessori avevano fallito.

Azzerata l’ironia dei film precedenti, L’uomo d’acciaio si presenta da subito con toni spiccatamente “dark” e seriosi, in contrasto certo son il supereroe per famiglie di Donner e Singer, ma più vicino alla profondità narrativa dei fumetti e all’indirizzo dato da Nolan nella sua trilogia del Cavaliere oscuro.

Kal-El è finalmente un EROE, ma prima di tutto un essere umano, allevato sulla Terra da Jonathan e Martha Kent dopo essere stato salvato dalla distruzione del suo pianeta natale: KryptonImmagine (vivo di una ricostruzione in CGI meravigliosa, che farà sbavare i fan più accaniti). Accudito e cresciuto nel Kansas con una rigida disciplina morale, tipica delle famiglie dell’America più profonda, imparerà ad affinare i suoi sensi, i suoi poteri, ma soprattutto a capire quale posizione riveste nel mondo. Come reagirebbero le persone se dovessero scoprire della sua esistenza? Sarebbero pronte ad accettarne la rivelazione? Quali sconvolgimenti porterebbe a livello scientifico? Politico?

In un vortice di sequenze meravigliose, forti di un montaggio “sporco” e disincantato, arriviamo così a un Clark vagabondo, in cerca di sé stesso e di uno scopo. La verità, verrà trovata nella voce del padre biologico, Joer-El, che ricorderà al figlio quanto sia importante il suo agire sulla Terra, quanto valore abbiano le sue scelte. Quanto sia decisivo il suo rivelarsi, per permettere alle genti di ogni parte del mondo di seguirlo e unirsi con lui in un annuncio di speranza (voluti i riferimenti cristologici) e fratellanza.

Un Superman “globale” quindi, come annunciato dallo stesso Snyder in precedenza, che avrà a che fare con minacce, di conseguenza, “globali”. Qui incarnate nell’esercito del temibile Generale Zod, soldato di Krypton, bandito dal pianeta (poco prima che venisse distrutto) per aver tentato un colpo di stato e aver ucciso il padre di Clark, Joer-El. Rispettando la parola data ha viaggiato ininterrottamente per l’universo alla ricerca di Kal e di un nuovo sistema da poter colonizzare, giungendo così sulla Terra.

Un Superman dai toni molto epici, che non si risparmia scazzottate e battaglie spettacolari. Un Superman più aggressivo, arrabbiato, che forse farà storcere il naso a molti, ma che inevitabilmente conquisterà molto di più per la sua componente umana. Merito soprattutto di una sceneggiatura (molto fumettistica vorrei precisare) fresca e originale e di interpreti coi contro coglioni, come Russel Crowe, Kevin Costner, Michael Shannon e, non ultimo, Henry Cavill, perfettamente adagiato nella parte dell’uomo d’acciaio.

Un film non perfetto, è chiaro, ma il film di Superman NECESSARIO. In grado di stabilire un punto di contatto fra due diverse generazioni di fan. Un film in grado di rivitalizzare un franchise per troppo tempo rimasto nell’ombra e snaturato da interpretazioni poco apprezzate.

Vista la tanta carne al fuco e la velocità degli eventi con cui viene narrata la storia, pare che Goyer e Snyder abbiano voluto incanalare (nel migliore dei modi ripeto) tutto il potenziale derivato da una saga come questa in un prodottImmagineo della durata di due ore e mezze. Lasciando la promessa di un più attento sviluppo per i prossimi sequel.

Un biglietto da visita, forse. Ma che lascia ben sperare per il nuovo indirizzo della DC.

Voto: 8,5

 

P.s.: In barba alla MARVEL e alle sue facilonerie hollywoodiane.

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