“Revolution” – Born in the U.S.A. (2X01)

Eric Kripke is awake

Immagine

Una delle serie della passata stagione che più aveva destato interesse e curiosità era senz’altro Revolution. Plot accattivante, seppur non originale, nomi di richiamo, come Giancarlo Esposito e Billy Burke, e una penna fra gli autori niente male: Eric Kripke.
Come tutti sanno è bastato un solo episodio perchè la speranza di vedere il sorgere di un nuovo, grande serial precipitasse inesorabilmente nella delusione. Revolution era partito nel peggiore dei modi, cattive interpretazioni, trame inconsistenti e troppi, troppi momenti involontariamente trash. Anche il suo ritorno in mid season, che aveva rinnovato ancora una volta le nostre speranze, non è stato abbastanza perchè le singhiozzanti (e imbarazzanti) svolte (o “non svolte”) narrative della prima parte di stagione venissero dimenticate. Le situazioni al limite del verosimile e le incongruenze ancora primeggiavano a capo del serial, senza lasciare spazio ad una qualsivoglia via di uscita. Persino gli attori parevano stanchi e fiacchi delle sceneggiature. Insomma….un disastro.

Quindi, che è successo?

Revolution è tornato. O forse sarebbe meglio dire Revolution…E’ INIZIATO. Perchè questa premiere è una delle migliori cose che si siano viste nell’ultimo anno su una rete broadcast
Eh sì, molti di voi non ci crederanno, lo rifiuteranno, ma questo primo episodio è DANNATAMENTE bello. Vuoi l’influenza del nuovo showrunner (Rocke S. O’ Bannon), vuoi un rinnovato interesse da parte del pubblico per la serie, vuoi…un risveglio di Eric Kripke (uno dei migliori autori della nuova generazione), comunque sia Revolution è (ri)partito alla grande. 
ImmagineInnanzitutto gli attori…non sono più cani, e quando intendo GLI ATTORI, intendo TUTTI gli attori, perchè sì, anche la Spyr…o come cacchio si chiama, è finalmente accettabile (hanno trovato il ruolo che fa per lei, se avete capito cosa intendo). Per non parlare poi di Burke e di Esposito. Devono essere rimasti veramente sorpresi dalla sceneggiatura di questo episodio perchè hanno messo quel poco di impegno in più per risollevarsi dall’indifferenza totale dei 20 episodi della passata stagione.
Aaron è un personaggio più interessante e variegato, e anche Rachel risulta accattivante, debole e sprovvista della conoscenza e della speranza che per anni la avevano salvata dalle torture di Monroe.

La storia poi è bella, molto bella, come lo sono i presupposti per il futuro di questa stagione. Tante nuove storyline e tanti, tantissimi nuovi personaggi (il padre di Rachel già mi piace un casino). I toni, come promesso dallo stesso Kripke al ComicCon di quest’anno sono, sono più cupi, le tematiche più adulte. Si parla di disperazione, di malattia e di rabbia. Nonchè di patriottismo, tema portante della serie, e delle ambedue facce della sua stessa medaglia. Immagine

Questo Revolution è molto più sporco, più rock (bellissime le musiche) e più fumettistico. Perchè era questo il problema della passata stagione, la volontà, tragica e inesorabile, di volersi prendere troppo sul serio, a qualunque costo. Ma in un serial di Kripke questo è un errore imperdonabile.

Il mondo è diverso, i personaggi sono diversi, la scrittura è diversa. Ma la miglior notizia è che Revolution è diverso. Un nuovo ed elettrizzante show da seguire assolutamente. Con la speranza che possa continuare a sorprendere come in questo episodio.

Annunci